Il metodo


Metodo Feuerstein
sviluppa e potenzia le capacità cognitive, il pensiero, la riflessione e interviene sulla motivazione producendo significative modificazioni
nell’apprendimento.

Si fonda su tre concetti fondamentali:

  • la concezione olistica dell’individuo, visto nella sua integrità;
  • la teoria della modificabilità cognitiva strutturale, ovvero la convinzione che in ogni età e situazione l’individuo sia modificabile sul piano cognitivo, che in ogni individuo sia presente una disponibilità ad attivare risorse ancora latenti;
  • l’esperienza di apprendimento mediato, ovvero il tipo di relazione attraverso cui la modificabilità può essere indotta.

Il metodo, centrato sull’ascolto, sull’attenzione ai saperi individuali e ai diversi stili cognitivi, privilegia la riflessione sui processi mentali, piuttosto che la trasmissione di contenuti. La consapevolezza metacognitiva del proprio modo di apprendere consente di trasferire in altre situazioni le abilità possedute o acquisite nella formazione e avvia all’uso autonomo del pensiero. Questo percorso è re
so possibile grazie all’interazione con un mediatore che non dà risposte, ma indirizza ed orienta sull’analisi dei processi di pensiero messi in atto durante la soluzione di un problema.

PAS (Programma di Arricchimento Strumentale)
Il P.A.S. si basa sulla teoria della Modificabilità Cognitiva Strutturale: nella vita quotidiana, ogni individuo subisce cambiamenti. Da una parte vi sono cambiamenti dovuti alla maturazione dell’individuo (es: dallo strisciare al camminare).
Dall’altra parte l’individuo può andare incontro a cambiamenti specifici come il risultato della sua esposizione a particolari stimoli (es: l’apprendimento di operazioni matematiche).
Molti dei cambiamenti che l’individuo subisce derivano dall’Esperienza di Apprendimento Mediato, ossia dalla presenza di un mediatore che media, filtra gli stimoli per la persona che li riceve, al fine di ottenere la sua modificabilità cognitiva.
Il P.A.S. è un intervento speciale, mirato, preciso per innescare in un individuo la Modificabilità Cognitiva Strutturale.
E’ questa visione che sottostà agli Strumenti del P.A.S.: gli Strumenti sono un mezzo per raggiungere un’adeguata struttura cognitiva, non sono fini a se stessi. Il materiale che si usa nel P.A.S. non è dunque un oggetto bensì un mezzo, uno strumento vero e proprio che ci serve per costruire la struttura cognitiva o per innalzarla. Per questo, come si è già accennato, il P.A.S. non è orientato al prodotto ma al processo, con una corrispondente enfasi sul COME piuttosto che sul CHE COSA. Per questo P.A.S. è fondamentalmente un programma senza un contenuto specifico.
Il P.A.S. non vuole insegnare argomenti specifici o dare lezioni sul pensiero astratto. Per quanto possibile il P.A.S. evita l’utilizzo di contenuti, cioè è composto di materiale non curricolare. Naturalmente non si può evitare totalmente il contenuto quando si ha a che fare con i pre-requisiti del pensiero operativo o con le operazioni cognitive. Tuttavia il contenuto minimo del P.A.S. è considerato solamente un veicolo e considerato secondario rispetto all’obiettivo primario che è l’acquisizione dei pre-requisiti del pensiero attraverso la correzione delle funzioni cognitive carenti.

E’ composto da 14 strumenti, che comprendono complessivamente più di 500 esercizi carta-matita finalizzati a sviluppare specifiche aree cognitive, come la percezione analitica, la capacità di anticipare mentalmente le azioni, l’orientamento nello spazio e nel tempo, il comportamento comparativo, la classificazione, ecc.
Gli strumenti hanno contenuti diversi da quelli tipici delle materie scolastiche.
Ogni sessione del Programma prevede i seguenti momenti: presentazione del compito, spiegazione dei termini, preparazione al lavoro indipendente, ricerca di processi e strategie, invito al giudizio e alla riflessione, insegnamento di un contenuto specifico, sollecitazione di funzioni cognitive carenti e di capacità di anticipazione nei compiti, rinforzo della motivazione, creazione di collegamenti tra i diversi compiti e situazioni di vita reale.
Il Programma si sviluppa attraverso momenti di lavoro individuale o momenti di elaborazione collettiva, regolati dal mediatore. Questi coinvolge gli allievi nella definizione del problema, nella partecipazione a proposte di soluzione il più possibile numerose e divergenti, sollecitando la discussione di gruppo per un’interpretazione più approfondita.
La finalità essenziale del lavoro svolto non è l’accrescimento dell’insieme delle conoscenze dell’allievo (anche se questo, di fatto, si verifica), bensì lo sviluppo degli strumenti conoscitivi, oltre al consolidamento delle abitudini cognitive superiori (osservare con attenzione, individuare gli obiettivi, tenere sotto controllo l’impulsività nel raccogliere i dati e nel fornire le risposte, fare ipotesi anziché procedere per prove ed errori…).
La padronanza degli esercizi del PAS non si riduce mai a un apprendimento meccanico o alla ripetizione di abilità apprese. La ripetizione non riguarda infatti gli esercizi del PAS, bensì la sollecitazione di funzioni cognitive che mettono in condizione di pensare in maniera efficace.
Uno degli aspetti più importanti del PAS è la sua capacità di provocare situazioni che portano l’individuo ad interagire con un altro individuo (mediatore) per poter comprendere e agire. Non è quindi sufficiente che l’allievo arrivi a dominare una certa strategia o a fare una data scoperta, ma è necessario che egli rifletta sui suoi processi cognitivi e capisca perché ha scelto una determinata modalità o determinati stimoli.
Per un’applicazione completa del PAS che ne realizzi appieno gli obiettivi sono necessari 2-3 anni scolastici, con una frequenza rispettivamente di 5 o 3 applicazioni settimanali di un’ora ciascuna.
Tale programma è stato utilizzato con buoni risultati in una settantina di paesi in modo particolare come strumento per lo sviluppo del potenziale di apprendimento in individui intellettualmente svantaggiati.
E’ necessario, tuttavia, che il metodo venga applicato correttamente nelle sue diverse fasi, evitando un’esecuzione meccanica delle schede e soprattutto rispettando i tempi e le modalità delle attività di mediazione.